Lecce, passeggiando nel cuore del barocco

Immagina di essere un leccese che ha voglia di passare una mattina a zonzo nel centro storico della sua città. Immagina di cominciare il giro con una sontuosa colazione per poi concludere con un bel pranzetto al sole, mica male!

Questo itinerario è senz’altro meno “strutturato” dei classici tour di Lecce. Te ne propongo uno bellissimo qui: https://souvenirdiviaggio.it/lecce-in-un-giorno-cosa-vedere-itinerario-e-consigli/. Ma ci consentirà di scoprire la città da un punto di vista particolare e molto personale.

Solitamente si parte da una delle porte storiche della città vecchia, oppure dalla chiassosa Piazza Mazzini, punto di accesso a via Trinchese, la via dello shopping.

Il nostro itinerario è un pò diverso, lo trovi cliccando qui

Parcheggiamo vicino ai Giardini Pubblici Giuseppe Garibaldi, all’ingresso su Via San Francesco d’Assisi. Qui i giardini si chiamano “La villa” e questa è per i leccesi “la villa della lupa”, l’animale simbolo della città di Lecce.

Attraversando il parco è interessante scoprire i personaggi illustri ricordati dai busti in marmo e pietra che costeggiano il viale principale. Sono tutti legati al territorio o alla storia locale tranne Garibaldi, cui è appunto intitolato il parco.

Il busto di Re Tancredi d’Altavilla ci riporta alla storia di questa importante famiglia normanna, fondamentale della storia del Salento, scoprila qui

Giardini Giuseppe Garibaldi – Lecce

Una volta attraversato il parco e via XXV Luglio si accede alla corte interna della Prefettura. Ma dal retro. Un curioso punto di osservazione “interno” che ci porta in una delle classiche strutture a corte delle costruzioni salentine. Una volta usciti all’esterno vi colpirà il contrasto. Lo stupore sarà enorme nello scoprire la facciata del famoso Palazzo dei Celestini in tutta la sua esuberanza rococò.

Eccovi in uno dei luoghi fondamentali del famoso barocco salentino. ove la pietra leccese sembra ricamata dal sole e ogni intaglio ha qualche storia da raccontare. Fianco a fianco col palazzo del potere temporale si erge la Basilica di Santa Croce, ornata di un rosone finemente lavorato e da mille personaggi, simboli, putti e animali fantastici. L’interno vale una visita. Nel transetto sinistro è collocato l’altare dedicato a San Francesco da Paola, capolavoro di Francesco Antonio Zimbalo, da molti studiosi considerato la massima espressione scultorea del barocco in Terra d’Otranto. 

Altare San Francesco da Paola – Basilica Santa Croce – Lecce

Seguendo Via Umberto si aprirà improvvisamente l’ampiezza di Piazza Sant’Oronzo, un concentrato di storia e bellezze stratificate in modo un pò bislacco. Al vostro sguardo si affacciano infatti l’anfiteatro romano e la colonna di Sant’Oronzo, il Sedile cinquecentesco e l’architettura fascista del Palazzo dell’Ina…insomma un curioso guazzabuglio che magicamente però l’enorme spazio riesce ad armonizzare

Insieme alla “lupa” raffigurata sull’ovale della piazza, l’Anfiteatro Romano rappresenta il cuore antico della città. Nell’ampia cavea oggi si svolgono eventi e spettacoli all’aperto.
 
Dall’alto dei 29 metri della sua colonna, Sant’Oronzo veglia sui cittadini. La statua in bronzo si trova sui rocchi di una delle colonne romane poste al termine della via Appia a Brindisi. A pochi passi, lo splendido edificio cinquecentesco del Sedile si trova accanto alla piccola Chiesa di San Marco.
 
La piazza, chiusa al traffico, è la culla della vita pubblica della città, tradizionale luogo di incontro dei leccesi ma anche teatro dei più svariati eventi che si susseguono in tutto l’arco dell’anno.

Una curiosità: qui allo scoccare del mezzo giorno non sentirete il suono delle campane ma la meravigliosa voce di Tito Schipa, famoso tenore salentino, diffondersi in tutta la piazza, da brividi!

E’ il momento della prima immancabile tappa golosa: il Caffè Alvino. Qui il pasticciotto d’obbligo e, perché no, se il clima lo consente, un bel caffé in ghiaccio con latte di mandorla, l’apoteosi della salentinità.

Ben rifocillati, ci avviamo verso la Chiesa di Santa Chiara, altra perla architettonica, ma anche fulcro di una delle zone più vivaci della movida serale. Nei pressi potremo scoprire un tesoro nascosto: il Teatro Romano, quasi incastonato tra le costruzioni di tufo adiacenti.

Teatro Romano – Lecce

Dopo questa “digressione” tra le perle segrete, ci avviamo verso il tesoro più fulgido del centro storico. a piazza del Duomo è un vero e proprio sipario architettonico, dalla struttura complessa ed abbagliante.

Con questa ubriacatura di luce e di bellezza vi sentirete probabilmente un pò storditi. Forse vi farà piacere inabissarvi in una delle botteghe dei maestri cartapestai. Oppure potrete godere dell’atmosfera raccolta, ma sempre luminosa, dell’ex-convento dei Teatini.

A questo punto del tour, perdersi nei vicoli sarà stupendo e soprattutto vi porterà, affamati e assetati al punto giusto, alla vostra seconda tappa culinaria. Dovrebbe ormai essere l’ora dell’aperitivo, giusto? Dirigetevi qui: Enogastronomia Povero.

La zona è perfetta per crogiolarsi al sole sorseggiando un buon vino locale e sbocconcellando chennesò, una fava e cicoria, una caponatina, ma pure una bella orecchietta di grano arsu e cimette di rape, non ci sta proprio bene?

La piazzetta, che si apre su Via Francesco Rubichi, è una delizia e in zona ci sono diversi localini che meritano una sosta.

Siete in realtà a due passi dal vostro punto di partenza. Ma prima di tornare alla macchina allunghiamo il giro su via XXV Luglio. Affacciamoci un secondo ad ammirare l’ingresso del Teatro Politeama Greco e, proprio di fronte, il “nuovissimo” Palazzo BN. È la storica sede del Banco di Napoli ed oggi tempio dell’ospitalità di lusso e della gastronomia (qui la palestra è in un ex caveau!).

Ebbene si, siamo quasi giunti alla fine del nostro tour. Prendiamo un caffè e un dolcino da Martinucci. Costeggiamo un pò di vetrine su via Trinchese e Via Nazario Sauro, per poi ritornare alla Villa della Lupa. E magari, salendo in macchina, ci chiederemo quando pianificare la nostra prossima avventura leccese e questa volta…perché non by night?

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