Questo itinerario di un giorno si compone di due parti. La prima è una passeggiata dedicata alla scoperta di Otranto. La seconda un itinerario on the road sulla litoranea verso Castro. Si rientra passando da Specchia per arrivare a Maglie.
Tappe prima parte: Otranto Faro Bianco, pausa caffé al Moresco, lungomare, centro, Cattedrale, Castello, Bastioni, ritorno al Faro Bianco
Tempi: arrivo ore 10:00, partenza ore 12:00
Mappa: https://maps.app.goo.gl/zuLo5B5MzLBbXap46
Questa avventura ha inizio percorrendo la SS16: partendo da Maglie o da uno dei piccoli borghi nei dintorni sarai a circa 10/15 minuti ad Otranto.
Goditi il tragitto, la strada che digrada verso il mare è un’esperienza in sé. Sarai circondato da quel che resta degli immensi oliveti salentini e, se il cielo è terso, scorgerai nitidamente le cime dei monti di là dal mare.
Dietro all’ultimo tornate si svela Otranto, la Bella Idrusa, distesa sul litorale e pronta ad accoglierti nell’abbraccio del suo golfo.
Saresti tentato di inabissarti seguendo la strada sulla destra per arrivare, assieme ai pullman gonfi di turisti fino ai mega parcheggi nel centro cittadino.
Ma, se sei munito di scarpe comode e hai voglia di una passeggiata che difficilmente dimenticherai, ti consiglio ti salire verso sinistra e dirigerti qui: https://goo.gl/maps/cadjqcG2QbsHeeBd9

Siamo all’estremità a nord del golfo segnata dal faro bianco. Qui gli scogli dorati di tufo e il mare cristallino sono “il giardino di casa” dei villeggianti del luogo, da raggiungere in ciabatte e costume con un telo sotto al braccio.
Qui comincia il tuo percorso che durerà circa 34 min (2,6 km). Ma questo secondo google. Tu prenditela comoda, fermati a respirare, esplorare con gli occhi…e bere un caffè (dopo ti dirò dove).
Stai costeggiando la Riviera degli Haethey detti anche Pelasgi, gli antichissimi popoli che per primi, giunti dal mare Egeo, approdarono in questo lembo di terra proteso verso est.
Risalendo il litorale noterai delle grotte scavate negli scogli e strane cupolette. Sono dei bunker. Da qui veniva difeso il canale d’Otranto. Questo specchio d’acqua nel suo punto più stretto misura solo 70km ed è da sempre il punto di accesso favorito di commerci e cultura in tempo di pace e invasori nemici in tempo di guerra.
Meditando sui tanti popoli che, arrivando dal mare, hanno avvistato proprio quelle sponde che stai percorrendo, sarai ormai arrivato nel posto ideale per goderti un panorama incredibile e quel famoso caffè che ti avevo promesso (ma anche un pasticciotto non ci starebbe male): il Moresco
Si dice: “Salento, sole, mare e vento”…qui all’appello non dovrebbe mancare nessuno. Lì davanti a te puoi goderti trailer del film che stai per vivere: l’elegante lungomare e i suoi giardini, la Cattedrale, il percorso delle mura (I Bastioni) e la Torre del Serpente in lontananza.
Buono il pasticciotto? …bene, continuiamo! Vedi quella chiesetta proprio in cima alla scalinata? è la “Madonna dell’alto Mare”. Questo posto è importantissimo per gli otrantini, è la madonna che protegge pescatori e marinai. La statua al suo interno arriva in processione dal mare ogni prima domenica di Settembre accompagnata da una pioggia di coloratissimi biglietti votivi lanciati dai balconi!
Scendi la scalinata in pietra leccese, il sottostante Lungomare ti accompagnerà fino ai Giardini pubblici o come si dice qui: “La Villa”.
Attraversando la porta di accesso alla città vecchia la stradina ti condurrà verso la Cattedrale.

Questo imponente luogo sacro custodisce molti tesori: il gigantesco mosaico, l’ossario dei famosi martiri dell’invasione turca, la cripta bizantina dove fermarsi a contare le colonne (si dice che il loro numero non tornerà mai!).
A questo punto procedendo in direzione sud imbocca Via Cenobio Basiliano, sarai condotto direttamente a Castello Aragonese.

Questo castello ha una storia travagliata, ha visto susseguirsi Normanni, Angioini e…Aragonesi appunto. Fronteggia gli attacchi dal mare e cela nelle sue viscere un intricato sistema di tunnel sotterranei che raggiungono le Masserie Fortificate dell’entroterra.
Si dice ad esempio sia collegato alla famosa Masseria di Torcito.
Risalendo la scalinata a sinistra del castello comincia la passeggiata dei Bastioni. Questo luogo, ideale di giorno per ammirare il panorama, di sera diventa il vivacissimo centro della movida con i suoi tanti locali e ristoranti.

Da qui addentrandosi nei vicoli interni si può scoprire una chicca: la Chiesa di San Pietro, con la sua pianta quadrata e la cupola è un esempio della presenza importante della cultura bizantina e del culto ortodosso ad Otranto.

Scendendo verso il mare raggiungerai l’immenso e abbagliante Lungomare degli Eroi, da qui guardando verso nord vedrai il faro bianco, tuo punto di partenza e adesso meta del ritorno.
E’ arrivato il momento di recuperare l’auto e cominciare la seconda parte del tour.
Tappe seconda parte: Cava di Bauxite, litorale Otranto-Santa Cesarea, aperitivo En-Plò, Castro, pranzo Da Amedeo, Specchia, caffé/dolce da Martinucci, Maglie, aperitivo Cubi, opzioni cena.
Tempi: dalle ore 12:30, alle ore 18:00/19:00
Mappa: https://maps.app.goo.gl/ysrwhNRF1UhEJDPG6
Preparati a percorrere una litoranea incredibile, ma prima facciamo una tappa nel luogo che non ti aspetti: la Cava di Bauxite. O meglio, che non ti saresti aspettato prima che instagnam spoilerasse questo luogo dai colori surreali e magnifici. Questa antica cava, rossa di bauxite, si è riempita di acque piovane che riverberano una accecante luce verde-azzurra, una festa per gli occhi e per gli obiettivi fotografici!

Da qui proseguiamo verso sud, diretti a Santa Cesarea. La strada che si snoda lungo il litorale è un’avventura di tornanti che a tratti percorrono distese brulle e sassose, a tratti si affacciano a picco sul mare.
Lungo il percorso si celano diverse meraviglie: il Faro di Punta Palascìa, da dove scorgere la prima alba dello stivale, essendone il punto più ad est; la Cala di porto Badisco, dove si dice sia approdato Enea in fuga da Troia, la Grotta dei Cervi custode di incredibili dipinti rupestri, i resti del monastero di San Nicola di Casole; le numerose torri di avvistamento costruite dai normanni per difendersi dalla incursione dei “mori”.
Tutto testimonia come i traffici, la cultura, gli incontri e gli scontri abbiano vivificato e segnato questo territorio fin dalla preistoria.
Santa Cesarea già da inizio novecento era meta favorita di nobili e ricchi borghesi, testimonianza ne sono le sue ville storiche, alla ricerca di aria buona e cure termali. Come dargli torto, le acque sulfuree hanno sorgenti direttamente dal mare rendono questo tratto di mare davvero unico.
Il mio consiglio è: aperitivo veloce all’En-pló e via di nuovo in macchina verso Castro dove un bel pranzo di pesce fresco Da Amedeo saprà rinfrancarvi per godere delle prossime tappe.
Qui ogni cala nasconde dei tesori, se proprio dovessimo citare solo due punte di diamante del territorio sarebbero senz’altro la famosa Grotta Zinzulusa, visitabile in 20/30 minuti circa e la splendida Cala dell’Acquaviva.
Seguendo questo itinerario in 20 minuti sarete nell’elegante Specchia dimora di diversi nobili casati, dai Del Balzo ai Di Capua, ai Gonzaga, ai Brajda, ai Trane.
Qui è imperdibile una tappa da Martinucci per concedersi una pausa golosa da ricordare!
Siamo alla fine del nostro itinerario ma l’ultima tappa non è certo da meno delle bellezze già visitate. Dirigiamoci a Maglie, un piccolo gioiello reso elegante dalle nobili famiglie che vi abitarono, tra tutti i Capece ed i Tamborino.

Il momento dovrebbe essere ideale per un aperitivo, un grande classico è il Caffè della Libertà, proprio nella piazza principale, ma, per scoprire un vero e proprio gioiello della miscelazione, imperdibile è il Cubi. Nei pressi, la statua di Aldo Moro rende omaggio ad uno dei cittadini più illustri del luogo.
E per la cena? Restando in zona la convivialità e i sapori tipici con un tocco di originalità non mancano alla Locanda dei Semplici. A pochi chilometri, a Cannole, si potrà sperimentare una vera full immersion nella deliziosa rusticità della cucina salentina all’Araba Fenice.
Se si cerca invece la raffinatezza culinaria pochi chilometri saranno sufficienti per raggiungere il fratello minore dello stellato Bros di Lecce, a Scorrano, il Roots, della coppia Pellegrino/Potì, enfants terribles degli stellati italiani, famosi per le loro scelte audaci.
La chicca? La stella che non c’è ma a nostro avviso dovrebbe esserci: L’altro Baffo ad Otranto, della Chef Cristina Conte, figlia di uno dei ristoratori storici del luogo, bravissima nel coniugare tradizione con scelte innovative con talento e vibrante sensibilità.
Il concentrato di colori, profumi, luci e sapori salentini di un giorno si conclude qui. E se avessimo potuto aggiungere una tappa in più? Ecco la scusa buona per regalarsi un giorno in più nel Salento, una chicca segreta: La Cutura, il giardino botanico che non ti aspetti!

